Il progetto

Il progetto GE.COO.FOR Gestione COOrdinata delle FOReste è un’iniziativa promossa dal Consorzio Forestale Lario Intelvese (capofila), dalla Comunità Montana Lario Intelvese e dal Comune di Laglio grazie al contributo erogato da Fondazione Cariplo attraverso lo strumento erogativo “Comunità Resilienti”.

Il progetto, che ha preso avvio nel gennaio 2015, è dedicato al coinvolgimento della proprietà forestale privata nell’attività gestionale promossa dal Consorzio Forestale.

Il contesto territoriale

Il bacino di azione del progetto è costituito dal territorio della Comunità Montana Lario Intelvese, area ad importante vocazione forestale. 
In tale contesto è attivo il Consorzio Forestale Lario Intelvese, che unisce, proprio attraverso l’istituto del consorzio, proprietà agro - silvo - pastorali pubbliche e demaniali, proponendo un modello di sviluppo e gestione del settore forestale multifunzionale (gestione naturalistica, utilizzazioni forestali, prevenzione del dissesto, promozione della filiera bosco – legno – energia). 
La forza del Consorzio è proprio data dalla capacità di catalizzare energie e opportunità, rendendo vitale un settore che in molte altre parti del nostro territorio soffre di una cronica incapacità di intervento organico, a causa di molteplici fattori non solo ambientali, ma anche socio-economici intervenuti nella seconda metà del secolo XX con lo sviluppo dell’industria e l’abbandono del territorio montano e delle pratiche colturali. 

Nell'area di progetto, come altrove, i boschi hanno da sempre rappresentato un importante presidio per il contenimento del dissesto idrogeologico. 
Purtroppo, l'incuria e l'abbandono del territorio e la conseguente mancanza di interventi manutentivi ha portato il bosco a diventare sempre più spesso fonte di preoccupazione e causa di fenomeni erosivi sempre più importanti. In concomitanza con l'estremizzazione degli eventi atmosferici, infatti, sempre più spesso s'innescano crolli e schianti che coinvolgono versanti e impluvi con conseguente innesco di fenomeni erosivi più o meno eclatanti che compromettono il tessuto infrastrutturale (strade forestali e sentieri) e le opere di presidio del territorio (muretti a secco e opere di regimazione idraulica), fino a quando non si manifestano con fenomeni distruttivi che coinvolgono direttamente gli abitati.

Ad impedire una gestione organica e una capacità di intervento efficace concorrono: 

  • la frammentazione della proprietà privata e l'oggettiva difficoltà di intervento da parte dei piccoli proprietari, aggravata dalle parcellizzazioni in sede di successione ereditaria. In tale cotesto il bene bosco ereditato è addirittura privo di una certa collocazione nello spazio e nessuno è più in grado di riconoscerne localizzazione, fisionomia e valore; 
  • la perdita della conoscenza e della competenza circa il ruolo del bosco e le sue modalità di gestione; 
  • la mancata considerazione del valore economico attribuibile al bosco, soprattutto se visto come entità/superficie a gestione condivisa/consorziata in grado di creare economie di scala.

Le strategie

La strategia di intervento per la riduzione del rischio degrado legato alla mancata gestione delle proprietà forestali è basata principalmente su cinque cardini che contribuiscono ad indurre cambiamenti permanenti ed efficaci nella popolazione residente: 

  • la mappatura di un contesto territoriale ben definito in cui è individuato il fattore di rischio affrontato dal progetto; 
  • l’attivazione di un percorso formativo qualificato e differenziato; 
  • l’attivazione di un progetto pilota che costituisca un riferimento per ulteriori sviluppi e approfondimenti; 
  • il coinvolgimento, a livello progettuale e realizzativo, di forme associative della cittadinanza locale; 
  • la diffusione dei risultati, delle conoscenze e delle buone pratiche